“Ogni vicenda umana ha un suo inizio e una sua fine”, diceva Giovanni Falcone. Una frase che può benissimo essere applicata a quanto sta accadendo in Nord Africa. E anche per l’amico Muhammar, l’ideatore del bunga bunga e autocrate di lungo corso.
Chi combatte per la libertà avrà sempre il nostro sostegno, ma nel caso del Maghreb bisogna fare attenzione: il rischio è la sostituzione di un autocrate con un regime forse anche peggiore, come accadde nel 1979 in Iran.
Ciò che emerge in maniera lampante è l’assoluta assenza di una politica dell’Europa mediterranea nei contronti dell’altra sponda, specialmente in una fase così delicata. Ridurre tutto a un problema di immigrazione è riduttivo, anche se il problema esiste. L’Italia è assente, l’Europa è assente. E il Mediterraneo brucia. I tiranni scappano, travolti dalle folle spesso composte da giovani. E’ quindi anche uno scontro generazionale, contro tiranni vecchi e al potere da decenni.
Che sia una lezione anche per il Vecchio Continente e magari anche per il Belpaese, sempre più simile alle Nazioni arabe, come scriveva qualche giorno fa il Financial Times?
















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